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martedì 30 gennaio 2018.
Nessun esperimento dall’esito incerto: NO all’iniziativa per l’abolizione del canone Billag

Il testo dell’iniziativa «No Billag» è estremamente confuso. Fulcro della sua formulazione, tuttavia, è il divieto di riscuotere tributi, ragion per cui in futuro le emittenti potrebbero finanziarsi solo attraverso la pubblicità. I palinsesti verrebbero quindi focalizzati principalmente sui centri urbani ad alta densità di popolazione, con conseguente sensibile impoverimento del panorama mediatico nelle regioni periferiche. I Cantoni alpini non possono avere alcun interesse per un simile esperimento politico-mediatico dall’esito incerto. La Conferenza dei governi dei cantoni alpini (CGCA) raccomanda pertanto di respingere fermamente l’iniziativa.

La Società svizzera di radiotelevisione (SSR) ha il compito di trasmettere all’intera popolazione una gamma completa di contenuti nelle tre lingue nazionali attraverso programmi radiotelevisivi di pari qualità, promuovendo la comprensione, la coesione e lo scambio tra le diverse regioni, comunità linguistiche, culture e aggregazioni sociali nel rispetto delle specificità nazionali e delle esigenze cantonali. La SSR espleta tale mandato sull’intero territorio attraverso i suoi 7 studi centrali e 17 studi regionali e le sue offerte di palinsesti personalizzati. Tramite le coproduzioni realizzate dalle sue quattro diverse unità aziendali, inoltre, garantisce uno scambio di informazioni a livello interregionale, fornendo un contributo essenziale alla reciproca comprensione delle diversità che caratterizzano il nostro paese.

Il testo dell’iniziativa è incentrato sul divieto di riscuotere il canone. Approvandolo, verrebbe meno questa possibilità di finanziamento sia per la SSR sia per le numerose emittenti radiotelevisive private che hanno accesso a questi fondi. L’abolizione del canone, dunque, non interesserebbe soltanto la SSR, ma anche 34 stazioni radiotelevisive regionali che attualmente ricevono una quota del cinque percento - pari complessivamente a 67,5 milioni di franchi - dei proventi.

L’iniziativa avrebbe un impatto importante sulle regioni periferiche: non essendovi sufficienti possibilità di finanziamento, le emittenti private sarebbero indotte a focalizzare le loro offerte sui centri urbani ad alta densità di popolazione. Il panorama mediatico delle regioni periferiche subirebbe un massiccio impoverimento, mettendo a rischio la sua funzione cruciale di coesione nonché, sul piano dell’economia regionale, importanti posti di lavoro. La Conferenza dei governi dei cantoni alpini (CGCA) non può avere alcun interesse per simili esperimenti politico-mediatici dall’esito incerto, per cui raccomanda di respingere l’iniziativa popolare per l’abolizione del canone Billag.

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“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è politica. Sortirne da soli è avarizia.”

Lorenzo Milani

 
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