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Editoriale
venerdì 29 dicembre 2017.
Tempus fugit

Come scorrea la calda sabbia lieve
per entro il cavo della mano in ozio,
il cor sentì che il giorno era più breve.
(da la Sabbia del Tempo di Gabriele D’Annunzio)

Siamo quasi alla fine del 2017 e un altro anno sta per aprirsi davanti a noi!
Gli auguri per un felice e prospero anno nuovo si sprecano e i buoni propositi anche ma tutto, come ogni anno, scorrerà come prima e l’unica certezza rimasta è che un altro anno è passato e che per tutti il tempo si è accorciato!
Aristotele diceva che si potrebbe sostenere che il tempo non esiste, dato che è composto di passato e di futuro, di cui l’uno non esiste più quando l’altro non esiste ancora ... e allora?
Allora come la mettiamo con tutti gli esseri viventi che in ogni istante si arrabbattono per vivere o, in alcuni casi, sopravvivere in un mondo che diventa sempre più frenetico e incomprensibile? Esistiamo o ci illudiamo di esistere e tutto quello che facciamo è solo un sogno? Ci sveglierà mai qualcuno dallo stato letargico in cui siamo o l’umanità continuerà a vivere sospesa tra passato e futuro senza mai mettere piede nel presente?
Mah! Io direi di lasciare ai filosofi il compito di dibattere mentre a noi, poveri mortali e spesso analfabeti, quello di far girare il mondo con il nostro duro lavoro e le sofferenze che una vita vissuta, senza ozi e senza agi, porta sempre con se!
I filosofi lasciamoli nel loro mondo e noi continuiamo a tirare il carro perché qualcuno deve pur farlo!
Buon Anno a tutti.


Giuseppe Russomanno
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“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

ORIANA FALLACI

 
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