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Cultura
lunedì 18 dicembre 2017.
Preparare la società all’integrazione

Un’integrazione riuscita presuppone l’impegno degli immigrati ma anche un atteggiamento d’apertura della società d’accoglienza. L’attuale dibattito politico si focalizza tuttavia sempre più sul percorso individuale d’integrazione, attribuendo la responsabilità esclusivamente agli immigrati. Ciò emerge ad esempio dalle ordinanze concernenti la nuova legge sugli stranieri e sull’integrazione, nonché dal diritto in materia di cittadinanza, che prevede l’esame dell’adempimento dei requisiti per l’integrazione. In occasione della Giornata internazionale dei migranti, la Commissione federale della migrazione CFM rammenta la sua posizione e presenta delle raccomandazioni, in cui ribadisce l’interpretazione dell’integrazione come un processo dinamico che riguarda la società intera e chiama in causa anche la società di accoglienza.

Nei decenni passati ampie cerchie si sono adoperate affinché l’integrazione – intesa come un processo dinamico e reciproco tra popolazione indigena e immigrati – diventi un tema importante del dibattito politico. Da un’analisi della legislazione, delle richieste espresse nelle discussioni pubbliche e degli interventi parlamentari emerge tuttavia che un’interpretazione una volta aperta e dinamica è divenuta sempre più limitata e legalistica. L’integrazione è sempre più intesa come uno strumento di misurazione.
Intendere l’integrazione come un processo che riguarda tutta la società Le raccomandazioni della CFM sottolineano la dimensione dell’integrazione riguardante la società nel suo insieme. È possibile creare pari opportunità e coesione sociale soltanto se la società di accoglienza è pronta. Tutti gli sforzi profusi dagli immigrati – apprendimento linguistico, disponibilità a formarsi e volontà di partecipare alla vita economica – si arenano se questi non possono entrare in contatto con la società d’accoglienza e non riescono a trovare un posto di apprendistato o di lavoro a causa di discriminazioni. L’integrazione può riuscire soltanto se sia le singole persone che la società nel suo insieme e le sue istituzioni forniscono il loro contributo.
Preparare le istituzioni all’integrazione
Gli sforzi volti a sensibilizzare le istituzioni in merito alle questioni dell’integrazione vanno proseguiti. Istituzioni e imprese pubbliche e private devono orientarsi alle esigenze di tutta la società, che comprende anche gli immigrati. Il principio «promuovere ed esigere» non va applicato soltanto al singolo individuo ma anche alle istituzioni private e pubbliche. L’eliminazione di ostacoli all’integrazione e la lotta alla discriminazione vanno considerati tanto importanti quanto le misure individuali.
Richiamare al proprio dovere la società d’accoglienza
Tutti i membri della società hanno il dovere di adoperarsi ai fini di un’integrazione riuscita. Per questo motivo è importante sensibilizzare la popolazione intera in merito alle questioni relative alla convivenza e alla coesione e coinvolgerla nei processi d’integrazione.
Orientare la promozione dell’integrazione alle potenzialità
Le misure di promozione dell’integrazione non dovrebbero limitarsi a eliminare le lacune, bensì mirare a identificare le opportunità e riconoscere le potenzialità.
Evitare un’interpretazione meccanicistica dell’integrazione
Le nuove disposizioni di legge attribuiscono alle autorità il compito di valutare il grado d’integrazione individuale. Nell’ambito di questa valutazione ai fini del rilascio di permessi di dimora o domicilio, del ricongiungimenti familiare, della naturalizzazione occorre considerare i diversi presupposti e le competenze di ogni singola persona. Le autorità vanno formate adeguatamente per valutare i processi d’integrazione. Il successo delle misure presuppone equità, professionalità e trasparenza.
Intendere l’integrazione come partecipazione
La partecipazione comprende più del diritto di voto e di elezione. Chi si impegna in un’associazione, un gruppo di quartiere o progetti sociali partecipa al dibattito e contribuisce a creare le condizioni sociali. Affinché il potenziale umano possa svilupparsi in loco vanno chiamate in causa le istituzioni, che possono indicare e mettere a disposizione le possibilità di partecipazione così da trasformare gli spettatori in partecipanti. Chi viene considerato un cittadino e può partecipare ai processi sociali si integra automaticamente.

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Il saggio non si giudica indegno dei doni della fortuna, non ama le ricchezze ma preferisce averle; non le accoglie nell’animo ma le tiene in casa; non rifiuta quelle che possiede ma le domina e vuole che essa offrano maggiori possibilita’ alla sua virtu’.

Seneca

 
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