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Regionale
venerdì 13 ottobre 2017.
Misura e saggezza nell’interesse di tutta la regione

Nell’articolo “San Vittore Cifre a sei zeri addio”, apparso nell’edizione del 2 ottobre scorso del Corriere del Ticino, si disquisisce sulla decisione dell’Assemblea di San Vittore del 25 settembre u.s. Il giornalista basa le informazioni che dà al pubblico su quanto dice chi le fabbriche a San Vittore le ha sempre volute – e in massa, addirittura 185 000 mq. accanto agli attuali 185 000 - e su di un rapporto redatto da una Commissione ad hoc che ha lavorato dieci anni senza presentare proposte all’Assemblea.
Su questo rapporto, messo a disposizione dei cittadini prima dell’Assemblea per correttezza dall’attuale Municipio, ci sarebbe molto da discutere in termini di verità e di ipotesi attendibili (1 milione di nuove entrate per il Comune, moltiplicatore al 70 percento?!). Non è mia intenzione disquisire su questo e su chi ha fatto cosa; è però mia intenzione, e della maggioranza del Municipio attuale, salvare qualcosa del territorio di San Vittore, paese costretto già a subire gli scompensi paesaggistico-atmosferico e perciò diminuenti della qualità di vita dei suoi abitanti, derivanti da semisvincoli, “bretelle” stradali, rotonde, biotopi, centro di controllo dei veicoli pesanti, ecc.
Una campagna deturpata quindi alla quale poteva solo corrispondere il mantenimento dell’unica zona ancora intatta e cioè l’area dell’ex campo d’aviazione militare. Lo stesso che l’Assemblea di San Vittore ha, lo scorso 25 settembre, giustamente deciso di conservare all’agricoltura, al tempo libero, e – sempre che la popolazione lo voglia - alla creazione di infrastrutture sportive che potranno servire anche al turismo.
Impedendo l’Assemblea, con il suo voto, la creazione di una mega zona industriale della quale il nostro paese di 800 anime non ha bisogno; area di fabbriche - magari di capannoni mezzo vuoti lasciati li in qualche modo - postulata e programmata solo da chi ha governato prima, dalla Regione e dal Governo cantonale che se ne sta confortevolmente a Coira. Tra l’altro il progetto sul quale il Governo continua ad insistere è vecchio e non tiene conto degli sviluppi attuali, sia dell’industria che della società, men che meno delle necessità dell’ambiente. Tutto ciò non significa comunque che popolazione e Municipio siano “contro” l’industria. San Vittore possiede già oggi una zona industriale che s’intende migliorare e nella quale ci sono ancora 25 000 mq. da occupare. La decisione dell’Assemblea non ha inoltre riguardato i terreni più a meridione di San Vittore che sono di proprietà di privati cittadini, del patriziato ecc. che possono magari, in tempi successivi, destinarli a fabbriche. Per ogni e qualsiasi decisione a venire sarà però ancora sempre la popolazione a stabilire, in sede di pianificazione, la destinazione dei terreni che verranno messi a disposizione. Tutte queste decisioni, inclusa quella di principio di salvare l’ex campo d’aviazione adottata dall’Assemblea lo scorso 25 settembre, devono essere rispettate dalle autorità sia regionali che cantonali e federali.
Perché, oltre essere democratiche, sono decisioni che rispettano la proporzione, la misura. Non sia mai che, un popolo saggio, disposto a rinunciare a più soldi in favore di più protezione e bellezza del suo territorio e di quello vicino, venga per questo colpevolizzato.
Nicoletta Noi-Togni, sindaca di San Vittore

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