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Regionale
mercoledì 11 ottobre 2017.
Tracce di Rutenio-106 misurate nell’aria a sud delle Alpi e in Europa

Dalla fine di settembre vengono misurate nell‘aria in Svizzera a sud delle Alpi e in diversi altri paesi europei delle tracce dell’isotopo radioattivo Rutenio-106. Le concentrazioni rilevate non rappresentano un pericolo per la salute e sono in diminuzione. L’origine dell‘emissione è ancora sconosciuta.

Dalla fine di settembre è stato rilevato del Rutenio-106 nell‘aria in diversi paesi dell’est e del sud Europa come Repubblica Ceca, Austria, Polonia e Italia. Anche in Svizzera, nella stazione di monitoraggio a sud delle Alpi, l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha evidenziato tracce di Rutenio-106 nell’ambito delle proprie attività di misurazione a Cadenazzo. Sulla pagina internet dell’UFSP sono state pubblicate regolarmente le relative informazioni. Nell’est dell’Austria sono risultate concentrazioni fino a 40‘000 micro-Bq/m3.
In Svizzera le concentrazioni nell’aria si sono rivelate più basse rispetto ad altri paesi colpiti dalla contaminazione. Il valore massimo, misurato tra il 2 e il 3 ottobre 2017 in Ticino, è ammontato a 1’900 micro-Bq/m3. Tale valore è 350 volte inferiore al limite d’immissione nell’aria fissato per questo radionuclide a  667‘000 micro-Bq/m3 dall’Ordinanza sulla radioprotezione.
Non sussiste, di conseguenza, nessun rischio per la salute della popolazione. Da allora, le concentrazioni sono in diminuzione. Nessuna traccia di Rutenio-106 è stata per contro misurata nell’aria raccolta durante il medesimo periodo nelle altre stazioni di misura situate in Svizzera a nord delle Alpi.
Le cause all’origine di queste tracce di Rutenio-106 radioattivo sono ancora sconosciute. I calcoli dell’Ufficio federale di radioprotezione tedesco e dell’Istituto francese per la radioprotezione IRSN indicano con alta probabilità che l’origine della contaminazione sia da ricercare nella regione a sud degli Urali. Visto che è stato misurato esclusivamente del Rutenio-106, è possibile escludere un incidente di una centrale nucleare.
Nonostante debba essere presa in considerazione all’origine un’emissione rilevante di Rutenio-106, non sono disponibili al momento informazioni dalla Russia competenti in materia. Anche l’Agenzia internazionale per l’energia atomica IAEA – che è stata informata dei risultati delle misure – non ha ancora preso posizione sul tema.
Il Rutenio-106 è un radionuclide che viene utilizzato ad esempio in medicina per il trattamento tramite irradiamento dei tumori dell’occhio. Un impiego meno frequente è quello all’interno di batterie con radionuclidi, utili all’alimentazione di satelliti.
L’UFSP prosegue il monitoraggio sulla presenza in tracce di radionuclidi nell’aria pubblicando i risultati, una volta disponibili, sul sito www.radenviro.ch.

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“Lo scender ne l’Averno è cosa agevole ché notte e dì ne sta l’entrata aperta; ma tornar poscia a riveder le stelle, qui la fatica e qui l’opra consiste.”

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