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Lettere dei lettori
martedì 12 settembre 2017.
Un pilastro che deve rimanere tale.

È dalla sua nascita, il 1948, che l’assicurazione vecchiaia e superstiti – AVS – è un vero e proprio pilastro del nostro sistema pensionistico. Nemmeno l’arrivo della cassa pensioni, e quindi di un secondo pilastro, ha intaccato la sua solidità e il suo carattere di assicurazione sociale e solidale. Con questa riforma siamo però giunti ad un bivio. Un doppio sì alla riforma il prossimo 24 settembre significa mantenere e consolidare la solidità del suo finanziamento, unica nel suo genere.
Con una bocciatura si darà invece avvio al suo smantellamento. Plr – UDC e parte del padronato, non ne vogliono infatti più sapere di versare soldi in un sistema solidale come quello dell’AVS. Loro puntano sulle casse pensioni, che per il tramite di assicurazioni e fondazioni generano ricchezza che va, come sempre, a favore di pochi. E ne sanno qualche cosa gli assicurati che da anni sono chiamati a versare sempre di più per ricevere sempre di meno. Con questa riforma si va quindi nella direzione opposta a quella da loro prospettata. Chi è scevro da demagogie e ricerca di profitti capisce poi bene che se all’AVS è garantito il suo finanziamento, verranno zittiti tutti coloro che propongono come unica via, l’innalzamento dell’età pensionistica a 67 o 70 anni.
Questa riforma è frutto di un compromesso che è stato raggiunto per un soffio. Ed è per questo che non ci sarà una seconda possibilità, migliore della prima. E se da una parte l’innalzamento dell’età pensionistica per le donne non è evidentemente una cosa piacevole, sapere che, ad esempio, a partire dai 58 anni chi perderà il posto di lavoro potrà rimanere nella propria cassa pensione è un enorme miglioramento. syndicom, ma non solo noi, tocca regolarmente con mano questa problematica. Di fronte a chiusure aziendali o fallimenti sono rari i piani sociali che vanno a favore di queste persone che, nel caso non trovano un nuovo posto di lavoro, sono confrontate con rendite a termine, poiché il loro capitale è stato nel frattempo depositato su un conto di libero passaggio. O avranno rendite più basse, poiché costrette a scegliere il pensionamento anticipato. Questa riforma va a favore delle persone con un basso reddito. Non per nulla anche l’associazione dei contadini e quella delle donne contadine la sostengono. Loro, che possono contare sulla sola AVS, lo vedono eccome il miglioramento; grazie anche all’aumento delle rendite, altro punto importante di questa nuova legge. Un compromesso non lo si può guardare con un occhio solo e non si può respinge questa riforma per mere ragioni ideologiche. C’è sul tavolo la soluzione per garantire stabilità e un futuro al nostro sistema pensionistico. Votiamo quindi due volte sì il prossimo 24 settembre alla Previdenza Vecchiaia 2020. Per fare in modo che all’AVS e di conseguenza ai suoi beneficiari, sia garantita lunga vita in piena salute.

Angelo Zanetti
segretario centrale syndicom

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