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Comunicati
mercoledì 12 luglio 2017.
Fotografare poliziotti si può ma non sempre

(ats) Gli agenti di polizia possono essere fotografati durante le loro attività, e la loro immagine può poi essere riprodotta nei media, solo se questo è di interesse pubblico e non costituisce un ostacolo allo svolgimento del loro lavoro. Lo ha chiarito il Governo cantonale in una risposta ad un’interpellanza pubblicata oggi.

L’atto parlamentare inoltrato dal granconsigliere Remo Cavegn (PPD) ha riscosso grande interesse ed è stato co-firmato da una sessantina di membri, la metà del Parlamento.

Cavegn intendeva sapere se possono essere pubblicate fotografie di poliziotti del corpo cantonale o comunale in qualunque caso e senza consenso dei diretti interessati. Si chiedeva, inoltre, se in occasione della prossima revisione della legge sulla polizia siano previste disposizioni relative alla protezione degli agenti.

Principio dell’interesse pubblico

Su incarico della Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP), nel 2015 è stata redatta una perizia giuridica relativa alla protezione della personalità degli agenti di polizia e della loro immagine.

Fondandosi su questo documento, il Governo spiega che "le immagini di agenti di polizia possono essere pubblicate nei media se può essere addotta una relativa giustificazione a tale scopo", ovvero l’interesse pubblico all’informazione, che sussiste in particolari avvenimenti quali arresti o eventi come manifestazioni e disordini.

Fotografie sì ma con restrizioni

Tuttavia, "può sussistere la fattispecie penale dell’impedimento di atti dell’autorità quando l’atto di fotografare compromette il lavoro della polizia". Secondo il Tribunale federale ciò accade quando la ripresa di immagini e la presenza ravvicinata ostacolano le operazioni di polizia.

Inoltre, non si può fotografie agenti di polizia in primo piano o a distanza ravvicinata "se in questo modo viene messa in risalto semplicemente la persona interessata", ovvero "quando non è in corso alcuna operazione o non vi è un ulteriore collegamento con il tema dell’articolo, ma si rappresenta l’agente di polizia stesso".

Violazioni della personalità

Se su internet viene resa nota l’identità dell’agente di polizia collegandola a diverse informazioni e creando una sorta di profilo sussiste una violazione della personalità, cui si aggiungono reati penali quali calunnia, diffamazione o ingiuria se le informazioni sono diffamatorie.

"Nel quadro dell’imminente revisione della legge sulla polizia - conclude il Governo nella risposta - non sono previste disposizioni aggiuntive in merito alla protezione della personalità di agenti di polizia. Le persone interessate possono far valere violazioni della personalità nel quadro di un procedimento civile o penale".

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Pensa sempre a quanto è lungo l’inverno.

Marco Porcio Catone (il Censore)

 
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