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Politica
mercoledì 15 marzo 2017.
UE divieto sulle armi e diritti dei popoli.
di Paolo Annoni

L’UE sistematicamente e senza pudore calpesta per l’ennesima volta la sovranità delle nazioni e torna alla carica sul divieto delle armi da fuoco. Sembra che ai burocrati di Bruxelles le stesse diano un gran fastidio, peggio delle emorroidi. Infatti, con la scusa di combattere il terrorismo vuole proibire l’acquisto e in particolare la detenzione di armi automatiche e de automatizzate quali i Fass 90 e 57, tutte le armi a canna lunga con più di 20 colpi. Le armi corte con più di 10 colpi e qui cadono sotto il divieto anche le pistole d’ordinanza di nuova generazione, per intenderci le SIG, Glock, Beretta ecc. Le nazioni vassalle di Schengen, come la nostra, che fino ad oggi hanno beneficiato dell’industria, dell’indotto, delle tasse per l’acquisto delle armi e dell’IVA dovrebbero provvedere sistematicamente al sequestro e alla distruzione di tali armi. Questo senza pensare al peso burocratico e ai costi, come pure alle violente opposizioni popolari, popoli che si vedono calpestati i loro diritti e la loro affidabilità. Che a Bruxelles hanno poco da fare lo sappiamo ma almeno potrebbero rendersi conto che i terroristi, ormai cani sciolti o schegge impazzite, non più legati direttamente a organizzazioni, adottano altre tattiche e mezzi per compiere le loro vili stragi. Si spostano da nord a sud senza intralci, beneficiando delle direttive di libera circolazione delle persone, e con una disinvoltura impressionante, forse perché la lotta contro di loro avviene maggiormente a tavolino e non sul terreno. Siamo del parere che in situazioni di emergenza si colpisca a pugno duro laddove nasce il problema il quale non ha sicuramente radici nell’ideologia del nostro pacifico popolo. Combattere il terrorismo con grandi paroloni come “Intelligence”, con pastoie burocratiche, con riunioni “Summit” ad alto livello senza concretamente lavorare sul territorio e nella struttura sociale avrà poco se non effetto alcuno. Da qui nasce il desiderio di disarmare la gente pacifica che con le armi ha un legame di tradizione e non bellicoso. Da sempre nelle nostre case si custodisce un’arma sia questa una doppietta o un’arma d’ordinanza, perfino in casa Parrocchiale l’allora Monsignore, di grata memoria, e assoluto pacifista, faceva sfoggio della sua Parabellum e della sciabola da capitano cappellano dell’esercito.
Da noi chi non vuole un’arma in casa, a giusta ragione, se ne può disfare facilmente a costo 0, chi invece per un motivo o l’altro le vuole tenere o acquistare è libero di farlo entro i rigidi parametri dell’attuale legislazione.
Nel corso del 2017 attenderemo la decisione del nostro governo, purtroppo, vista la tendenza degli ultimi anni in riflesso all’UE, ci sarà poco da sperare se non un’altra calata di braghe come in altre occasioni. La Berna federale in materia è molto silente e avara di notizie verso il pubblico, percepiamo però con un certo timore che sta barattando ancora i nostri diritti con l’UE!
Paolo Annoni

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Pazienta per un poco: le calunnie non vivono a lungo.
La verità è figlia del tempo: tra non molto essa apparirà per vendicare i tuoi torti.

Immanuel Kant

 
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