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Regionale
lunedì 13 marzo 2017.
Soazza: Ecomuseo dell’Alta Valle Mesolcina e “Casa della memoria”
di Lino Succetti

Soazza è da anni terra di memoria, con le varie testimonianze e ricerche, iniziative e realizzazioni che hanno creato un vero laboratorio di conservazione e divulgazione della memoria storica locale attraverso numerose e assai ben curate documentazioni sul territorio, le attività svolte nel corso dei secoli e testimonianze reali.


Il nuovo progetto di "Ecomuseo e Casa della Memoria" vuole essere un ulteriore tassello concepito per creare un edificio, acquistato e messo a disposizione dal Comune ma da riattare allo scopo, che raccolga una scelta di vari reperti finora immagazzinati e da catalogare, ma specialmente quale laboratorio dove le associazioni, gli studiosi e i testimoni di ogni età possano operare insieme e tramite l’idea dell’Ecomuseo proporre agli indigeni e a chi viene da fuori la scoperta delle numerose attrattività del territorio, delle tradizioni e del lavoro dell’uomo, conoscendo come il tutto abbia modellato il paesaggio e ne sia stato nel contempo condizionato. Partendo da alcuni argomenti, che dovrebbero essere un preludio ad altri “laboratori a cielo aperto” che potrebbero poi aggiungersi nel corso degli anni, grazie anche all’apporto delle giovani generazioni, l’Ecomuseo dovrebbe poter coinvolgere l’intero territorio dei Comuni dell’Alta Valle con la possibilità tramite visite e attività guidate di conoscere e toccare con mano le numerose attrattive che il territorio e le sue testimonianze possono mostrare. (Per citare alcuni significativi esempi: il sentiero “Cultura e Natura" tra Mesocco e Soazza, a Soazza visite programmate e guidate alla Chiesa di San Martino con l’organo Vedani, l’Antico Ospizio un tempo dei frati cappuccini, il Mont Grand, situato appena sopra il villaggio con il centro didattico Nosáll-Rolétt tra le selve castanili recuperate e i castagni monumentali; a Mesocco con il Castello e la Chiesa di Santa Maria del Castello, monumento nazionale tutelato dalla confederazione e dall’Ufficio cantonale monumenti storici, con tra l’altro i pregevoli dipinti murali; a Lostallo la visita della Golena di Rosera che fa parte dell’inventario per la protezione delle zone golenali di importanza nazionale, la collina con i terrazzamenti dei muri a secco, ecc.)

Ecco come hanno presentato il progetto di Ecomuseo dell’Alta Valle Mesolcina e “Casa della memoria” Assunta e Luciano Mantovani, giovedì 9 marzo nella sala del Centro Culturale di Circolo a Soazza:

“Negli anni ’70 del secolo scorso si è iniziato a parlare di “Ecomuseo”. Ci si è accorti che il ”museo” così come inteso in passato fosse una concezione restrittiva. Se ci pensiamo bene tutto il nostro territorio è un ”museo”. I nostri bei paesi di Mesocco, Soazza e Lostallo sono ricchissimi di splendide costruzioni, di bellezze paesaggistiche, di luoghi d’interesse, di tradizioni che vale la pena ricordare, professioni dimenticate da documentare e la gastronomia da valorizzare riproponendo prodotti tipici di una volta. Ecco: l’Ecomuseo considera tutto il territorio un museo e si occupa di dar vita a tutto quello che ci può interessare come abitanti e farne partecipi anche persone che vengono da fuori.

Considerate queste premesse ci siamo impegnati per dar vita ad un progetto denominato “Ecomuseo dell’Alta valle Mesolcina” che coinvolga un buon numero di persone interessate, disposte a partecipare attivamente. Il progetto avrà come punto di riferimento la “Casa della memoria”, raccolta di oggetti antichi e luogo dove si possa toccare con mano gli utenisili, studiarne il loro uso e provare a ripetere i gesti dell’artigiano di una volta”.

A tal scopo, anche per poter dar inizio alla raccolta dei fondi necessari al finanziamento del progetto, è stato nominato un Comitato promotore, presieduto da Assunta Mantovani, coadiuvata da Flavia Plozza e da un terzo membro che verrà contattato prossimamente. Li.

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