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Politica
domenica 12 marzo 2017.
Officine FFS: non aspettiamo Berna, facciamoci promotori del progresso!
di Alessandro Lucchini, Candidato al Municipio e al Consiglio Comunale di Bellinzona per la lista Unità di Sinistra

Da tempo i lavoratori delle Officine di Bellinzona denunciano che il futuro del sito industriale è tutt’altro che sicuro: si tratta di un tema prioritario che dovrebbe occupare tutti i candidati.
L’incertezza è dovuta all’atteggiamento delle FFS, che non stanno mantenendo gli accordi per garantire una prospettiva occupazionale e di esistenza pluriennale alle Officine. Dopo lunghe ed estenuanti trattative, gli accordi stipulati nel 2013 garantivano l’assegnazione di volumi di lavoro analoghi a quelli degli anni precedenti e assicuravano l’impegno concreto delle FFS nell’attuazione di una strategia per uno sviluppo industriale sostenibile anche a lungo termine. Sciaguratamente però i fatti indicano una cosa ben diversa: assistiamo infatti a una riduzione preoccupante dei volumi di lavoro e vi è poca predisposizione da parte dei vertici aziendali ad affidare alle Officine compiti innovativi, “fossilizzando” così il comparto produttivo su attività tecnologicamente prive di prospettiva.
Le risoluzioni assembleari dei lavoratori sono pienamente condivisibili e non posso che farle mie: ci vuole il rispetto degli accordi da parte di tutte le parti coinvolte, FFS in primis, e un ruolo attivo del governo come garante degli impegni assunti, allo scopo di scongiurare lo scenario di declino programmato del comparto industriale.
Gli operai l’hanno già dimostrato nel 2008: con senso di responsabilità e lungimiranza si sono messi in gioco, prendendo tra le mani il proprio futuro e il destino di un bene comune della regione. Allo stesso modo, consci degli attuali rapporti di forza, è necessario, senza attendere Berna, che sia la nostra regione il motore dell’innovazione per dare slancio alla creazione sull’attuale sedime (e non altrove!) di una “cittadella tecnologica” capace di garantire un futuro agli attuali posti di lavoro e di progettarne degli altri (ingegneri, ricercatori, ecc.). Per far questo è necessaria una sinergia virtuosa tra maestranze, nuova Città, Cantone, Ente regionale di sviluppo e istituti di ricerca per dare linfa al Centro di Competenze oggi ancora troppo “immobile”. Si dovrà poi sfruttare al meglio il posizionamento sull’asse Nord-Sud per trasformare l’area industriale in un polo logistico europeo del trasporto sulla lunga distanza. Inoltre, sviluppando nuove tecnologie, mezzi ferroviari e sistemi informatici all’avanguardia sarà possibile rendere più competitiva la ferrovia rispetto alla strada anche per il trasporto delle merci sulle corte distanze, favorendo così la “rivoluzione” auspicata dagli esperti del trasporto merci.

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